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Amelogenesi imperfetta

Amelogenesi imperfetta


Avete mai sentito nominare in ambito odontoiatrico il termine amelogenesi imperfetta? Per fortuna non stiamo parlando di una patologia molto diffusa ma può colpire in ugual misura tanto i denti da latte nei bambini, quanto i denti permanenti negli adulti. L’amelogenesi imperfetta è un difetto dello smalto di tipo genetico che può avere ripercussioni anche gravi dal punto di vista estetico. Anche per questo è molto importante diagnosticare precocemente questo disturbo così da prevenire carie, sensibilità ai denti, fratture, usura e persino la perdita precoce dei denti. Inoltre quando si parla di amelogenesi imperfetta prevenzione e precocità nella diagnosi possono fare la differenza. Proprio in quanto patologia genetica, ci si trova spesso a dover fronteggiare l’amelogenesi imperfetta nei bambini.

Amelogenesi imperfetta: di che si tratta?

Quando parliamo di alterazione dello smalto dentale parliamo di mutazioni di quella sostanza che costituisce lo strato più esterno del dente, quello che entra a contatto con il cavo orale. Lo smalto è composto per la stragrande maggioranza di calcio e solo in una minuscola percentuale fa fibre organiche, anche per questo riesce a resistere al carico masticatorio. L’elasticità della dentina poi fa sì che non di fratturi facilmente. Lo smalto è quindi importante per la protezione del dente ma è solubile agli acidi. L’amelogenesi imperfetta non si presenta in tutti gli individui in modo uguale e può variare anche il numero di denti coinvolti. Va anche detto che in alcuni casi dei fattori ambientali potrebbero causare l’amelogenesi imperfetta. Non abbiamo quindi solo la predisposizione genetica in quanto anche alcuni fattori di tipo sistemico e ambientale, in determinate situazioni, possono creare anomalie nella formazione dello smalto dal punto di vista quantitativo e qualitativo. Anche dei deficit di tipo nutrizionale o delle malattie sistemiche possono provocare una ipoplasia o una ipomineralizzazione dello smalto. Parlando di amelogenesi imperfetta bambini cause e fattori scatenanti andranno quindi analizzati con la massima attenzione. In questi casi la diagnosi precoce potrebbe fare realmente la differenza in quanto potrebbe consentire al paziente, bambino o adulto, di godere di una migliore qualità della vita sotto tutti gli aspetti. Nei pazienti che soffrono di una forma acuta di amelogenesi imperfetta i denti possono fratturarsi più facilmente e possono subire delle alterazioni di forma e colore che portano anche a una maggiore sensibilità agli stimoli esterni e a problemi nella masticazione. Non solo, l’amelogenesi imperfetta è spesso collegata a un altro disturbo comunemente noto come gengivite. Questo significa che chi ne soffre deve spesso sottoporsi a diverse visite odontoiatriche per riportare al cavo orale alla buona salute originaria.

Le diverse forme di amelogenesi imperfetta

Nel corso degli anni riguardo l’amelogenesi imperfetta è stata fatta molta ricerca che ha portato a realizzare una classificazione molto utile quando si parla di questa patologia. L’amelogenesi imperfetta può essere quindi di quattro tipi diversi: ipoplasia, ipomaturazione, ipocalcificazione e ipomaturazione/taurodontismo. Nel primo caso, quello dell’ipoplasia, lo smalto ipoplastico si crea durante lo stadio formativo della matrice e si presenta come puntiforme, liscio e a tratti rugoso. Con l’ipomaturazione lo stato di maturazione dello smalto vede un incremento di cristalli che rendono lo smalto più morbido e bianco. Con l’ipocalcificazione si ha uno smalto ipocalcifico che si produce durante lo stato di calcificazione.

Amelogenesi imperfetta cura

Se fin qui abbiamo spiegato in modo abbastanza dettagliato che cosa sia l’amelogenesi imperfetta, ora cercheremo di approfondire possibili cure e trattamenti. Si parte dal presupposto che il dentista potrà scegliere se agire con trattamenti preventivi o restaurativi a seconda della gravità della patologia. Si tenga anche presente del fatto che curare l’amelogenesi imperfetta è sicuramente più facile con gli adulti piuttosto che con i bambini. Con pazienti di giovane età di solito si propone di aspettare la maturità dentaria per andare a intervenire sulla patologia in modo efficace. La diagnosi dell’amelogenesi imperfetta comunque viene solitamente eseguita in base a precedenti familiari e a indagini cliniche mirate. La ricerca comunque va sempre avanti e, negli ultimi anni, recenti studi sull’amelogenesi imperfetta consentono di affermare che i restauri di tipo diretto hanno una durata decisamente minore nei pazienti con casi gravi rispetto ai casi moderati. I restauri diretti eseguiti con composti a base di resina di solito vengono utilizzati soprattutto nei casi di pazienti giovani. I restauri di tipo indiretto inoltre avrebbero una durata maggiore rispetto ai restauri diretti per via del legame imperfetto dei legamenti allo smalto colpito da questa patologia. In alcuni casi per trattare l’amelogenesi imperfetta si propongono dei trattamenti detti di protesizzazione che prevedono l’impiego di faccette o apparecchi di sostegno.

Insomma, sia che si tratti di amelogenesi imperfetta nei bambini o negli adulti è importante cercare di diagnosticare questa patologia il prima possibile. Se il problema genetico è noto infatti, il dentista potrà prevedere più facilmente l’insorgenza anche di altri problemi associati come ad esempio la formazione della placca o la scarsa occlusione.
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