"RESOINCONTRO"
"1°
Resoincontro"
- Allegato
- Riunione a Sarzana del 14.10.2003
"2°
Resoincontro"
- Riunione al Punto Informativo Vara (Follo) del 18.12.2003
ALTRI COMMENTI DA VOI
| N. | DATA | PROPONENTE |
OSSERVAZIONE - RISPOSTA |
| 1 | 05.01.04 | Privato |
OSSERVAZIONE: Finalmente una buona iniziativa ! Con l'occasione, vorrei dare un piccolo contributo per riuscire a risolvere il grande problema che affligge il fiume Vara malato da inquinamento, incuria e superficiale indifferenza, specialmente da parte di quei cittadini che ricoprono incarichi istituzionali amministrativi. Ogni grande fiume ha i suoi piccoli affluenti che scaricano veleni; un'affluente che contribuisce ad avvelenare il Vara è senz'altro il torrente Durasca che percorrendo tutto il fondo valle dell'omonima valle abbraccia due Comuni, la prima parte il Comune di La Spezia, la seconda e fino alla confluenza il Comune di Follo.E' risaputo che il Comune di Follo ha già risolto il problema fognario, mentre il Comune Capoluogo no; tutte le abitazioni di tale zona scaricano i loro liquami nel torrente Durasca, la civica Amministrazione ne è a conoscenza, ci sono petizioni popolari che richiedono la risoluzione del problema che si ripropone ogni volta che si va a votare e che inesorabilmente finisce nel dimenticatoio. Quindi, per curare il <grande fiume> teniamo a bada anche gli affluenti.Un grazie per l'iniziativa e per quello che farete per il rispetto dell'ambiente. RISPOSTA: L'osservazione è sicuramente significativa: effettivamente la qualità dell'acqua nel fiume è determinata da quella dei suoi affluenti, ed è più efficace agire direttamente su di essi (controllando le fonti inquinanti, favorendo la capacità autodepurativa) che non sul fiume recettore. Gli interventi proposti, però, sono fuori dal raggio d'azione di questo specifico progetto che agisce unicamente sul tratto di Vara compreso tra la confluenza con il Magra e Piana Battolla e sulla piana immediatamente circostante. |
| 2 | 11.02.04 | Privato |
OSSERVAZIONE: In relazione al progetto preliminare di costruzione dell’argine, con riferimento al tratto che insiste in loc. Mulini nel Comune di Follo, in qualità di comproprietario dei terreni contraddistinti al NCEU al F. 20, mapp. 188, 189, 345 e 346, desidero sottoporre alla Vs. cortese attenzione i seguenti rilievi:
Per quanto sopra chiedo vogliate considerare la possibilità di un tracciato diverso, in modo da non penalizzare i terreni di mia proprietà. RISPOSTA: In questo secolo il Fiume Vara ha subito drastiche alterazioni della sua morfologia, con consistenti restringimenti ed incisioni dell’alveo, conseguenti alla realizzazione di un sistema di pennelli destinati alla conquista di nuovi terreni da destinare all’agricoltura, a partire dalla fine degli anni ’30, e, soprattutto, alle escavazioni in alveo di ghiaia per la costruzione dell’autostrada negli anni ’60. Queste forti variazioni rendono non significativa l’osservazione del comportamento delle piene nei decenni passati per comprendere l’attuale livello di pericolosità, in quanto aree che ora sono agricole o urbanizzate prima erano parte dell’alveo del fiume, e perché negli anni più recenti il fiume sta evolvendo verso una nuova condizione di stabilità con alveo meno inciso e più ampio, cosa che determina che le medesime portate transitino con livelli idrometrici maggiori. L’attuale livello di pericolosità idraulica è stato valutato sulla base di modelli numerici, con metodologie consolidate ed ampiamente riconosciute nella loro validità, che estrapolano il comportamento del fiume per eventi eccezionali finora mai realizzatisi a partire da eventi noti e registrati. Inoltre anche le nuove verifiche idrauliche effettuate per la progettazione preliminare delle opere arginali in oggetto confermano che l’area è inondabile. L’obiettivo del PAI è la messa in sicurezza dell’edificato esistente e consolidato togliendo il minor spazio possibile alla libera espansione delle piene. L’argine si allontana progressivamente dal fiume Vara conseguentemente all’allontanarsi dell’edificato. Non importa quanto piccoli possano essere i volumi di laminazione in questione perché bisogna guardare al loro effetto cumulato a scala di bacino. |
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