Come sono nate le Autorità di Bacino
Il testo di legge fondamentale per la nascita delle Autorità di Bacino e la definizione delle loro competenze è la Legge 18 maggio 1989, n. 183 “Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo”.
Tale testo di legge, più volte modificato
nel corso degli anni, aveva e mantiene un contenuto fortemente innovativo e
moderno nella sua impostazione, in quanto si voleva, attraverso
l’istituzione appunto delle Autorità di Bacino, superare le divisioni e le
frammentazioni, dovute ai limiti amministrativi, nella corretta gestione del
territorio e nella pianificazione degli interventi su di esso, allo scopo di
riunire “ciò che l’uomo aveva separato”, e cioè i bacini idrografici
dei fiumi.
Alle Autorità di Bacino sono state pertanto
attribuite tutte le competenze di studio del territorio, di individuazione
delle criticità e di programmazione degli interventi nel settore della difesa
del suolo nell’intero bacino idrografico di competenza.
La Legge 183/89 ha istituito le Autorità di Bacino
“nazionali” nei fiumi più importanti (Adige, Isonzo - Tagliamento -
Piave, Po, Arno, Tevere e Liri - Garigliano - Volturno),
“Interregionali” in altri casi (appunto il Magra, poi il Reno, il Conca -
Marecchia, il Fiora, il Tronto ecc.) e ha affidato alle Regioni il compito di istituire
“Autorità di Bacino regionali“ nei territori residui, a parte il bacino
del Fiume Serchio che è stato assunto come bacino "pilota" di
rilevanza nazionale..
La costituzione e la definizione delle
modalità di funzionamento delle
Autorità di Bacino interregionali sono affidate dalla L. 183/89 ad una specifica intesa che le
Regioni interessate dovevano raggiungere ed approvare.