Competenze istituzionali 


Le principali competenze istituzionali delle Autorità di Bacino sono riportate all’articolo 17, comma 3, lettere da a) a s) della L. 18.05.89, n.183, dove sono elencati i contenuti del Piano di Bacino. 

In particolare, tali contenuti riguardano: 

a) il quadro conoscitivo organizzato ed aggiornato del sistema fisico, delle utilizzazioni del territorio previste dagli strumenti urbanistici comunali ed intercomunali, nonché dei vincoli, relativi al bacino, di cui al R.D.L. 30.12.23, n. 3267 ed alle Leggi 01.06.39, n. 1089 e 29.06.39, n. 1497 e loro successive modificazioni ed integrazioni; 

b) l’individuazione e la quantificazione delle situazioni, in atto e potenziali, di degrado del sistema fisico, nonché delle relative cause; 

c) le direttive alle quali devono uniformarsi la difesa del suolo, la sistemazione idrogeologica ed idraulica e l’utilizzazione delle acque e dei suoli; 

d) l’indicazione delle opere necessarie, distinte in funzione dei pericoli di inondazione e della gravità ed estensione del dissesto; del perseguimento degli obiettivi di sviluppo sociale ed economico o di riequilibrio territoriale, nonché del tempo necessario per assicurare l’efficacia degli interventi; 

e) la programmazione e l’utilizzazione delle risorse idriche, agrarie, forestali ed estrattive; 

f) l’individuazione delle prescrizioni, dei vincoli e delle opere idrauliche, idraulico – agrarie ed idraulico – forestali, di forestazione, di bonifica idraulica, di stabilizzazione e di consolidamento dei terreni e di ogni altra azione o norma d’uso o vincolo finalizzati alla conservazione del suolo ed alla tutela dell’ambiente; 

g) il proseguimento ed il completamento delle opere indicate alla precedente lettera f), qualora siano già state intraprese con stanziamenti disposti da leggi speciali e da leggi ordinarie di bilancio; 

h) le opere di protezione, consolidamento e sistemazione dei litorali marini che sottendono il bacino idrografico; 

i) la valutazione preventiva, anche al fine di scegliere tra ipotesi di governo e gestione fra loro diverse, del rapporto costi – benefici, dell’impatto ambientale e delle risorse finanziarie per i principali interventi previsti; 

l) la normativa e gli interventi rivolti a regolare l’estrazione dei materiali litoidi dal demanio fluviale, lacuale e marittimo e le relative fasce di rispetto, specificatamente individuate in funzione del buon regime delle acque e della tutela dell’equilibrio geostatico e geomorfologico dei terreni e dei litorali; 

m) l’indicazione delle zone da assoggettare a speciali vincoli e prescrizioni in rapporto alle specifiche condizioni idrogeologiche, ai fini della conservazione del suolo, della tutela dell’ambiente e della prevenzione contro presumibili effetti dannosi di interventi antropici; 

n) le prescrizioni contro l’inquinamento del suolo ed il versamento nel terreno di discariche di rifiuti civili ed industriali che comunque possano incidere sulle qualità dei corpi idrici superficiali e sotterranei; 

o) le misure per contrastare i fenomeni di subsidenza; 

p) il rilievo conoscitivo delle derivazioni in atto, con specificazione degli scopi energetici, idropotabili, irrigui od altri e delle portate; 

q) il rilievo delle utilizzazioni diverse per la pesca, la navigazione od altre; 

r) il piano delle possibili utilizzazioni future sia per le derivazioni che per altri scopi, distinte per tipologie d’impiego e secondo le quantità; 

s) le priorità degli interventi ed il loro organico sviluppo nel tempo, in relazione alla gravità del dissesto. 

Altre competenze derivano dalle seguenti normative: 

L.05.01.94, n. 36, art. 3 commi 1 e 2: 

1) L’Autorità di Bacino competente definisce ed aggiorna periodicamente il bilancio idrico, diretto ad assicurare l’equilibrio fra le disponibilità di risorse reperibili o attivabili nell’area di riferimento ed i fabbisogni per i diversi usi, nel rispetto dei criteri e degli obiettivi di cui agli articoli 1 e 2. 

2) Per assicurare l’equilibrio fra risorse e fabbisogni, l’Autorità di bacino competente adotta, per quanto di competenza, le misure per la pianificazione dell’economia idrica in funzione degli scopi cui sono destinate le risorse. 

R.D. 11.12.33, n. 1775, art. 7 comma 1 bis

Parere sulle domande di derivazione idrica in ordine alla compatibilità con il Piano di Tutela delle Acque e sull’equilibrio del bilancio idrico. 

D. Lgs. 11.05.99, n. 152, art. 44 commi 2 e 5 

2) definizione degli obiettivi a scala di bacino cui devono attenersi i Piani di Tutela delle Acque, nonché le priorità d’intervento. 

5) parere vincolante sui Piani di Tutela delle Acque, da rendersi entro 90giorni dal ricevimento.

In conclusione, è importante rilevare che le competenze istituzionali non prevedono l’esecuzione diretta degli interventi programmati. Infatti l’Autorità di Bacino è stata pensata come una struttura di pianificazione, che ha il compito di coordinare tutti gli Enti preposti a vario titolo all’esecuzione di opere sul territorio, e che quindi non si occupa di realizzare materialmente gli interventi, ma di individuare dove essi devono essere fatti e finanziarli.