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PRESENTAZIONE L’attività di pianificazione dell’Autorità di Bacino, partendo dalle specificità del territorio, si è orientata verso la risoluzione delle criticità che assumevano carattere prioritario in relazione alla finalità di tutela e salvaguardia dell’elevata qualità biologica e ambientale che caratterizza il bacino del Magra. In tale ottica si è cercato di attuare una politica “integrata ed integrale” di tutela che coniugasse, per quanto possibile, l’obiettivo irrinunciabile della sicurezza con la valorizzazione ed il recupero della naturalità dei corsi d’acqua e dei versanti. Iniziare questo complesso percorso, ormai decennale, ha significato intraprendere un’attività di studio e ricerca mirata che ha portato a sviluppare approcci innovativi nel campo della gestione delle dinamiche fluviali che, è nostra convinzione, possono assumere valenza ben oltre i limiti territoriali nei quali questo organismo ha operato. L’iniziativa cui partecipiamo ha quindi il significato di una importante occasione per condividere con altri soggetti le esperienze locali e internazionali che si muovono nella direzione della conoscenza e dell’affinamento delle capacità di gestione dei processi naturali in atto sul territorio, con particolare riferimento alle tematiche, sempre più attuali, dell’equilibrio geomorfologico e della gestione dei sedimenti fluviali. I contenuti presentati non hanno pertanto lo sguardo rivolto all’indietro su quello che è stato fatto in questi anni, ma piuttosto vogliono rappresentare uno stimolo verso quello che si può e si deve ancora fare per raggiungere l’obiettivo strategico di un progressivo passaggio dalla prospettiva – perdente– della politica degli interventi a posteriori (per riparare i danni prodotti da una cattiva comprensione e gestione delle dinamiche naturali), a quella –vincente– degli investimenti per la prevenzione e l’aumento delle conoscenze finalizzate ad una fruizione sostenibile delle preziose risorse “suolo” e “acqua”. È convinzione, infatti, dell’Autorità di Bacino che un Piano –soprattutto un Piano complesso quale quello dell’Assetto Idrogeologico, di recente approvato dopo un lungo cammino d’affinamento e condivisione con le realtà locali– debba necessariamente essere considerato come un “processo”, in grado di adattarsi a nuove situazioni ed a nuove conoscenze, per seguire e allo stesso tempo gestire adeguatamente la continua evoluzione delle dinamiche naturali. Nel ringraziare tutti i partecipanti alle giornate di studio, si coglie l’occasione per sottolineare la particolare attualità dei temi dibattuti, poiché, com’è noto, ci troviamo oggi “in mezzo al guado” della riforma dell’istituto delle politiche ambientali e di difesa del suolo prodotto dal D. Lgs. 152/06, motivo per cui una più diffusa presa di coscienza di queste tematiche non può che rappresentare una spinta propositiva nella direzione da noi auspicata, con particolare riferimento alla necessaria consapevolezza che lo sviluppo di contenuti avanzati nell’ambito della pianificazione di bacino non può prescindere dalla valorizzazione delle specificità del bacino stesso. Risulta infatti del tutto evidente che sarebbe pressoché impossibile dare continuità all’attività sino ad oggi svolta pensando di attuare le funzioni attribuite alle Autorità di Bacino operando, ad esempio, nel “distretto idrografico dell’Appennino settentrionale”, come quello individuato dal D. Lgs. 152/06, che accorpa in maniera evidentemente forzata il Bacino del Fiume Magra a quello del Fiume Arno, nonché i bacini liguri sfocianti nel Tirreno ai bacini romagnoli sfocianti nell’Adriatico, raggruppando complessivamente ben 11 dei bacini Nazionali, Interregionali e Regionali definiti dalla Legge 183/89.Ass. Reg. Franco Zunino Presidente del Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino del Fiume Magra
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